Cure palliative

Palliativo non significa “inutile”, la sua definizione esatta deriva dalla parola in latino “pallium”:mantello, protezione.

Le cure palliative, nate circa 30 anni fa in Inghilterra, sono la cura globale e multidisciplinare per i pazienti affetti da una malattia che non risponde più a trattamenti specifici e di cui la morte è diretta conseguenza.

Nelle cure palliative il controllo del dolore, degli altri sintomi e dei problemi psicologici, sociali e spirituali è di importanza fondamentale. Esse si propongono di migliorare il più possibile la qualità di vita sia per i pazienti che per le loro famiglie.

Le cure palliative:

  • affermano la vita e considerano la morte come un evento naturale;
  • non accelerano né ritardano la morte;
  • provvedono al sollievo dal dolore e dagli altri sintomi;
  • integrano gli aspetti psicologici, sociali e spirituali dell’assistenza;
  • offrono un sistema di supporto per aiutare la famiglia durante la malattia e durante il lutto.
Le cure palliative sono state definite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come
“un approccio che migliora la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie che si trovano ad affrontare le problematiche associate a malattie inguaribili, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza per mezzo di una identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e delle altre problematiche di natura fisica, psicofisica e spirituale.”

Le cure palliative si rivolgono a pazienti in fase terminale di ogni malattia cronica ed evolutiva, in primo luogo malattie oncologiche ma anche neurologiche, respiratorie, cardiologiche ed hanno lo scopo di dare al malato la massima qualità di vita possibile, nel rispetto della sua volontà, aiutandolo a vivere al meglio la fase terminale della malattia ed accompagnandolo verso una morte dignitosa.

La fase terminale è quella condizione non più reversibile con le cure che, nell’arco di poche settimane o qualche mese, evolve nella morte del paziente ed è caratterizzata da una progressiva perdita di autonomia, dal manifestarsi di sintomi fisici, come il dolore, e psichici che coinvolgono anche il nucleo familiare e delle relazioni sociali.

L’assistenza domiciliare sanitaria e socio-sanitaria ai pazienti terminali, l’assistenza territoriale residenziale e semi residenziale a favore dei pazienti terminali, i trattamenti erogati nel corso del ricovero ospedaliero (quindi anche per pazienti terminali) e gli interventi ospedalieri a domicilio costituiscono Livelli Essenziali di Assistenza (L.E.A.).

La rete assistenziale deve essere composta da un sistema di offerta nel quale la persona malata e la sua famiglia, ove presente, possano essere guidati e coadiuvati nel percorso assistenziale tra il proprio domicilio,

sede di intervento privilegiata ed in genere preferita dal malato e dal nucleo familiare nel 75-85% dei casi e le strutture di degenza, specificamente dedicate al ricovero dei malati non assistibili presso la propria abitazione.

La rete sanitaria e socio-sanitaria dovrà essere strettamente integrata con quella socio-assistenziale, al fine di offrire un approccio completo alle esigenze della persona malata, alla quale dovrà essere garantito, se richiesto, un adeguato supporto religioso.

È particolarmente stimolata e favorita l’integrazione nella rete delle numerose Organizzazioni Non Profit, in particolare di quelle del volontariato, attive da anni nel settore delle cure palliative, dell’assistenza domiciliare e negli hospice, nel rispetto di standard di autorizzazione/accreditamento tecnologici, strutturali e organizzativi precedentemente definiti a livello nazionale e regionale.

HOSPICE SAN CARLO

L’Hospice è la struttura di degenza che accoglie pazienti, prevalentemente oncologici, in fase critica di malattia, che richiedono cura specialistica palliativa continuativa in regime di ricovero. L’Hospice San Carlo è costituito da 12 stanze singole. Ogni stanza, tinteggiata con colori caldi, è dotata, oltre al letto articolato con materasso antidecubito, di poltrona letto per un familiare, di bagno attrezzato, di televisore al plasma, di frigorifero, di tavolo, sedie e armadio e di un telefono dedicato per la ricezione delle telefonate. Sono inoltre a disposizione del paziente e dei familiari la cucina, lavanderia e spazi comuni ricreativi.

L’accesso all’Hospice è concordato con il medico di medicina generale, il medico dell’assistenza domiciliare o il medico di reparto ospedaliero che ne fa richiesta. L’equipe curante, responsabile del processo di cura, è costituita dai medici, dagli infermieri, dagli operatori socio-sanitari (OSS), dal fisioterapista, dalla psicologa, dai volontari.

Occasionalmente ci si avvale della consulenza di tutte le figure specialistiche presenti in Ospedale. L’Hospice vuole essere “Casa che accoglie” il malato e la sua famiglia e gli assicura, oltre le necessarie cure medico-infermieristiche, anche il supporto psicologico e spirituale ed ogni altra forma di assistenza come terapie occupazionali e attività ricreative volte al miglioramento della qualità di vita.

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