VADEMECUM VOLONTARI

Caro Amico,
benvenuto nella nostra splendida Famiglia!
Ben presto la conoscerai più da vicino e camminerai con noi verso il nostro grande sogno: “Dare più Vita ai giorni”!!!
Camminare a fianco di chi sta soffrendo non è facile, ma noi abbiamo una forza in più, vogliamo farlo da AMICI prima ancora che da volontari.

Bisogna però sempre tener ben presente le difficoltà a cui andremo incontro. Vedere il dolore dell’altro porta inevitabilmente ciascuno di noi a pensare alla propria vita e alla propria morte, al domandarsi quali reazioni avremmo se ci trovassimo noi al loro posto, ad interrogarci sui grandi perché che ogni uomo si pone, senza potervi trovare una risposta.

Quello che la nostra esperienza ci porta a fare prima di ogni altra cosa è costruire e vivere rapporti umani, unici e irripetibili, che condividono l’esperienza della sofferenza, del significato più alto della vita e anche della morte. Dare qualità e dignità alla vita di chi soffre, ci aiuterà, prima di ogni altra cosa, a darla alla nostra.

È importante però tener ben presente che per fare tutto ciò è fondamentale seguire una direzione, avere una guida. È per questo che nasce questo Vademecum.  Non è esattamente un manuale o un regolamento, non esistono “ricette precostituite”, ma un insieme di consigli e, in alcuni casi, di vere e proprie regole nate dall’esperienza di chi prima di voi ha intrapreso questo cammino, valutando solo con il tempo e le esperienze l’importanza di seguire, con serietà e attenzione, una direzione che deve esserci d’aiuto nella realizzazione del nostro ambizioso progetto.

“Le regole sono come una mappa stradale: servono per orientarsi cercando la strada migliore e con meno rischi per sé e per gli altri!”

Divideremo quindi questo vademecum in diverse sezioni:

  1. Codice Deontologico del Volontario (adottato dalla Federazione Cure Palliative)
  2. Regole
  3. Consigli
  4. Cosa Fare
  5. Cosa non Fare

Inevitabile premessa di questo vademecum è il codice deontologico adottato dalla Federazione Cure Palliative, importante riferimento per operare in una realtà tanto complessa come quella delle Cure Palliative.

La successiva sezione, quella delle regole, deve essere seguita scrupolosamente, tenendo presente che la nostra Associazione opera in un reparto di un’Azienda Ospedaliera e, come tale, deve rispettare un regolamento interno e, soprattutto, far in modo che il nostro operato sia sempre di supporto e non di ostacolo alle attività della struttura sanitaria.

È importante tener presente che per scelta la nostra Associazione non adotta (come nella maggior parte delle altre associazioni di volontariato ospedaliero) una selezione alla base, al di fuori dell’obbligatorietà di frequenza di corsi di formazione preventivi all’affiancamento e all’inserimento in reparto, ma si riserva, nel caso in cui si verifichi reiterato nel tempo il non rispetto delle suddette regole, la sospensione temporanea o definitiva del Socio dal gruppo volontari.

Le altre sezioni, invece, vogliono essere suggerimenti, utili anche come spunto di riflessione e, soprattutto, per ricordarci che ognuno di noi non è mai solo quando incontra un malato, ma porta dentro di sé la consapevolezza di appartenere ad un gruppo pronto a sostenerlo ed incoraggiarlo nella fatica e, magari, negli inevitabili momenti di scoraggiamento e sconforto.

È importante tenerlo presente perché, come in una famiglia si sa di poter contare sul sostegno dei membri che la compongono, così nel nostro gruppo di volontari, sappi che al tuo fianco stanno camminando tutti coloro che hanno condiviso con te la scelta di “fare qualcosa per gli altri, donando qualcosa di se stessi”.

Adottato dalla Federazione Cure Palliative.

Art.1 Il volontario opera per il benessere e la dignità della persona e per il bene comune, sempre nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo. Non cerca di imporre i propri valori morali.

Art.2 Rispetta le persone con cui entra in contatto senza distinzioni di età, sesso, razza, religione, nazionalità, ideologia o censo.

Art.3 Opera liberamente e dà continuità agli impegni assunti ed ai compiti intrapresi.

Art.4 Interviene dov’è più utile e quando è necessario, facendo quello che serve e non tanto quello che lo gratifica.

Art.5 Agisce senza fini di lucro anche indiretto e non accetta regali o favori, se non di modico valore.

Art.6 Collabora con gli altri volontari e partecipa attivamente alla vita della sua organizzazione. Prende parte alle riunioni per verificare le motivazioni del suo agire, nello spirito di un indispensabile lavoro di gruppo.

Art.7 Si prepara con impegno, riconoscendo la necessità della formazione permanente che viene svolta all’interno della propria Organizzazione.

Art.8 È vincolato all’osservanza del segreto professionale su tutto ciò che gli è confidato o di cui viene a conoscenza nell’espletamento della sua attività.

Art.9 Rispetta le leggi dello Stato, nonché lo statuto ed il regolamento della sua organizzazione e si impegna per sensibilizzare altre persone ai valori del volontariato.

Art.10 Svolge la propria attività permettendo a tutti di poterlo identificare.

Non si presenta in modo anonimo, ma offre la garanzia che alle sue spalle c’è un’Organizzazione riconosciuta dalle leggi dello Stato.

  1. Presentarsi in Hospice con la divisa (maglia o felpa) e utilizzare sempre il cartellino identificativo;
  2. Presentarsi quale Volontario e chiarire che non si è un operatore sanitario;
  3. Mantenere il segreto professionale con chi non è operativamente coinvolto nella cura e nell’assistenza del malato;
  4. Non intraprendere iniziative personali (quali, ad esempio, somministrazione di alimenti, bevande o altro, aiutarlo ad alzarsi dal letto, ecc.) verso il paziente senza chiedere prima al personale (data la non conoscenza delle condizioni cliniche, si potrebbe mettere a rischio l’incolumità del paziente);
  5. Ricordarsi che non possono essere fornite informazioni circa le patologie del paziente;
  6. Essere puntuali nel rispetto dei turni e degli orari e avvisare, per tempo, in caso di assenza o ritardo, il proprio responsabile di turno o il coordinatore dei turni;
  7. Non andare in hospice al di fuori del proprio turno, salvo esplicita richiesta di supporto da parte del responsabile e previa autorizzazione del coordinatore dei turni. E’ fatta deroga a tale norma in caso di “turno aperto”, per eventi e manifestazioni, nonché al Presidente, al Vice-Presidente, al Coordinatore dei Volontari e ai responsabili comunicazione, spesa e struttura solo in caso di esplicite necessità che esulino dal turno, inerenti le relative responsabilità. Agli stessi sono, in ogni caso, inibite le attività del turno in quell’occasione. Ogni altra possibile deroga a tale norma è da concordare, caso per caso, con il coordinatore dei turni in base alle eventuali necessità e richieste dei pazienti.
  8. Non sostituirsi al medico o all’infermiere con consigli sulle questioni cliniche e sulle terapie;
  9. Per qualsiasi problema o dubbio rapportarsi sempre al Responsabile in Turno o al Coordinatore;
  10. Evitare in ogni caso lo scontro con pazienti e/o parenti, agendo sempre nella buona educazione e nel rispetto, ricordandosi che siamo noi ad essere accolti a casa loro e non il contrario;
  11. Cercare sempre di mantenere un comportamento decoroso, sia negli atteggiamenti che nelle relazioni, evitando di infastidire in alcun modo pazienti, parenti o personale del reparto;
  12. Evitare di raccontare al paziente i propri guai e i propri problemi. In sintesi ESSERE POSITIVI;
  13. Evitare di parlare ad alta voce in reparto.
  14. Evitare di citare le persone mancate e la camera mortuaria.
  15. In caso di possibile contatto con materiale biologico (saliva, urine, sangue) è necessario tutelarsi mediante l’utilizzo di guanti di cui munirsi all’inizio del turno (sempre a disposizione in reparto).
  16. Il socio ospedaliero deve dare la disponibilità per almeno un turno settimanale, partecipare alle riunioni ordinarie e straordinarie dei soci ospedalieri, alle assemblee annuali e straordinarie dei soci. L’operatività del Volontario sarà rilevata attraverso il Registro presenze dei volontari in reparto e in riunione. Non è ammesso assentarsi per 3 volte consecutive dalla riunione volontari e in ogni caso per un numero di volte che superi il 50% del totale delle attività comprese fra turno in reparto e riunione dei soci ospedalieri. Eventuali deroghe andranno concordate solo con il Coordinamento, per giustificati motivi o impedimenti, che saranno formalmente comunicati esclusivamente allo stesso.
  17. Per i soli soci ospedalieri, impegnarsi e partecipare agli incontri di formazione permanente che vengono svolti all’interno dell’Associazione per un numero di ore non inferiore al 80% il monte ore formativo annuale.

  • Evitare di svolgere il proprio turno in periodi di forti turbamenti psico-fisici;
  • Curare il passaggio di consegne con i colleghi segnalando le informazioni importanti sulla scheda dei volontari. In caso di dubbi confrontarsi con i colleghi e con il personale;
  • Mantenere la disponibilità al confronto e al dialogo con i colleghi della propria associazione e delle altre che operano in ospedale;
  • Instaurare un ottimo rapporto con gli operatori sanitari per condividere in equipe l’obiettivo dell’Hospice;
  • Sviluppare il senso di appartenenza e lo spirito del volontariato ponendosi in modo costruttivo nei confronti dell’associazione di appartenenza, dei colleghi e della struttura;Informarsi sempre circa le iniziative dell’Associazione;
  • Non accettare regali o compensi a titolo personale, richiamandosi allo spirito di volontariato;
  • Muoversi con discrezione, evitando di interferire con il lavoro del personale medico-infermieristico;
  • Non porsi da tramite fra malato e medico, malato e infermiere, ma favorire la comunicazione tra malato e operatori;
  • Rispettare la privacy, uscire dalla stanza nei momenti in cui vengono svolte le pratiche igieniche o le visite mediche;

I volontari, mantenendo un atteggiamento di discrezione, possono collaborare con il personale addetto alla cucina e/o pasti:

  • Nelle attività di distribuzione del vitto e ritiro delle stoviglie
  • Nell’assunzione del cibo per i pazienti indicati dal personale
  • Nella gestione della tisaneria
  • Nel proporre generi di comfort al paziente

Nel pieno rispetto del malato e della sua famiglia, non si deve accedere alle stanze le cui porte, per scelta del malato o dei suoi familiari, sono chiuse. Le famiglie e i pazienti sono a conoscenza della presenza e disponibilità dei volontari, ma anche del fatto che, se preferiscono, possono scegliere di rimanere soli. La chiusura della porta è espressione di questa scelta.

In caso di conflitto familiare, evitare di prendere posizione, esprimere giudizi o opinioni a favore o a discapito di una delle parti e riferire confidenze e informazioni ricevute.

Se il paziente e/o familiari esprimono lamentele circa il personale o il funzionamento in generale del servizio, limitarsi a segnalare il disagio (senza aggiungere eventualmente il proprio giudizio) al coordinatore che provvederà a inoltrare il problema a chi di competenza.

  • Salutare in modo amichevole, magari con un sorriso sulle labbra, cercando di dimostrare sinceramente tutta la gioia nell’incontrare la persona che si ha di fronte e assumere un atteggiamento calmo e paziente;
  • Essere sempre attenti all’igiene personale per tutelare sia se stessi che i pazienti: è opportuno lavarsi accuratamente le mani prima e dopo il turno in Hospice;
  • Cercare, come primo impatto, di analizzare l’umore del malato per scegliere di avere un comportamento idoneo all’esigenza;
  • Accettare i suoi eventuali silenzi, senza sentirsi imbarazzati e senza chiedersi il perché: anche questi fanno parte dei bisogni di un malato, l’importante è che egli senta che ci sei, che non è solo;
  • Cercare, però, di trovare la “chiave” che ti permetta di “aprire il suo cuore e la sua mente” e di dialogare con lui;
  • Saper essere di sostegno ai familiari: spesso essi vedono in te una persona a cui comunicare liberamente tutta la loro angoscia, talvolta anche disperazione, paure ed ansie. Sappi ascoltare, raccogli tutto il loro dolore, rassicurali, sostienili e cerca di instaurare con essi un rapporto di empatia: è ciò di cui hanno più bisogno;
  • Quando esci dall’Ospedale, prendi nota dei momenti più significativi del tempo che hai trascorso con lui o con i suoi familiari. Ti serviranno per analizzare anche la tua spiritualità;
  • Se hai avvertito qualche necessità, magari velatamente espressa, parlane con chi di competenza, coordinatore o altro;
  • Aiuta il malato a porsi degli obiettivi: è importante per poter guardare al futuro, magari limitato nel tempo, con occhi positivi (una ricorrenza della famiglia, un lavoro a maglia, la lettura di un libro, ecc.).

Non aspettare di sentirti preparato prima di iniziare il tuo servizio di volontario: nessuno può affermare di aver concluso la sua preparazione. Fare il volontario è un cammino continuo di crescita assieme a tutti coloro che condividono la tua esperienza. Vivi quindi serenamente il momento presente, senza timori, con la consapevolezza che stai cercando di donare agli altri la parte migliore di te;

Sappi sempre ascoltarti e leggere dentro di te: dedicare del tempo agli altri deve essere percepito come una gioia, come un regalo che tu fai a te stesso. Non temere di esternare eventuali momenti stanchezza e di ansia. Solo comunicandoli potrai essere aiutato a capirli e a superarli. Mascherare può essere molto più dannoso per te ed anche per coloro che tu pensi di poter aiutare;

Segui i corsi e gli incontri di formazione. Aggiornarsi e prepararsi è un dovere, ancor più se ci avviciniamo a persone già provate da sofferenze fisiche e morali.

  • Non chiedere informazioni, sia al paziente che ai suoi familiari, riguardo alla malattia. Ascoltare se il paziente o la famiglia ne parla, senza fornire interpretazioni mediche;
  • Non dare, anche se richieste, informazioni di tipo medico; sollecitare, invece, la famiglia di fronte ad un dubbio, ad interpellare il medico di riferimento;
  • Non creare false illusioni o speranze: è preferibile tacere piuttosto che promettere ciò che non si potrà realizzare;
  • Stai attento a non farti coinvolgere troppo sul piano emotivo dalle situazioni che stai vivendo. Cerca di viverle in modo più distaccato, ciò non significa non capire o essere umanamente meno vicino al malato, bensì, ha lo scopo di proteggere te stesso per poter continuare ad essere d’aiuto a chi richiede la tua presenza.

Non camminare davanti a me, potrei non seguirti.
Non camminare dietro a me, potrei non condurti da nessuna parte,
cammina a fianco a me e saremo fratelli.

Un grazie immenso a tutti voi per voler condividere con noi questo meraviglioso Sogno.

Più Vita ai Giorni

Amici dell’Hospice San Carlo ODV